Postura, appoggio del piede… è tempo di cambiare?

Postura, appoggio del piede… è tempo di cambiare?

Cambiare la postura?

Senza dubbio la risposta è: si!

Analizzare la propria postura è fondamentale nella corsa. Essere più consapevoli del nostro modo di correre ci permette di individuare quali sono i punti deboli per allenarci in modo mirato e migliorare il gesto atletico. I notevoli vantaggi che porta questo lavoro riguardano la riduzione del rischio d’infortuni e un minor dispendio energetico in gara con conseguente riduzione della fatica e miglior distribuzione degli stress alle articolazioni, muscoli e tendini durante la corsa. Inoltre, cosa da non sottovalutare, risulterete molto più eleganti agli occhi dei vostri amici, sostenitori e fotografi durante la gara. Oltre all’ottima performance, non sembrare il gobbo di Nôtre-Dame nella foto della vostra prima maratona, potrà coronare al meglio questa stupenda esperienza sportiva.

Appoggio del piede: avampiede o tallone?

Senza dubbio la risposta è: dipende!

Lo so che vi aspettavate un si o un no, ma c’è un motivo per questa risposta. Il modificare l’appoggio dipende principalmente da due fattori:

  1. la motivazione

Se il vostro obiettivo è la performance, la risposta è si! L’appoggio d’avampiede sembra portare a notevoli vantaggi dal punto di vista meccanico e del risparmio energetico. Inoltre questo tipo di corsa utilizza strutture adatte ad assorbire lo stress della corsa e a restituire l’energia potenziale immagazzinata dall’elasticità muscolare e tendinea in energia cinetica che facilita l’avanzamento.

Se siete dei runners amatoriali il cui unico scopo è fare della corsa un’opportunità di relax e di fuga dallo stress e dalla vita frenetica la risposta è no! I cambiamenti nella corsa richiedono attenzione, costanza e allenamento, è necessario concedere al corpo il tempo per adattarsi al nuovo modo di correre. Intraprendere questa strada richiede tempo, gradualità e pazienta che solo un runner motivato può percorrere. Il cambiamento per i runner amatoriali risulta essere molto più pericoloso (rischio di sovraccarico e infortuni legato al cambiamento repentino) rispetto ad una non ottimale tecnica di corsa.

  1. la patologia

La presenza di patologie come tendiniti, fasciti plantari o problemi a ginocchia e schiena influisce sulla scelta di modificare o meno l’appoggio del piede. L’argomento è molto complesso da spiegare in poche righe e inoltre la valutazione personalizzata caso per caso da parte di un fisioterapista esperto è senza dubbio la scelta migliore. La scelta dipende da vari fattori: patologia acuta o cronica, tipo di struttura coinvolta (articolazione, muscolo, tendine) e di articolazione (piede, caviglia, ginocchia, etc).

Per esempio, come abbiamo visto in articoli precedenti, l’appoggio d’avampiede comporta una riduzione dello stress ad articolazioni come ginocchia e schiena con un aumento di carico al piede. Se il vostro problema sono le ginocchia la scelta migliore è quella di passare a questa modalità d’appoggio, mentre se la patologia è a carico del piede (es metatarsalgia o fascite plantare acuta) passare all’appoggio d’avampiede in questo momento non è consigliato perché potrebbe portare ad un peggioramento dei sintomi. Ogni patologia e situazione acuta o cronica richiede una diversa gestione e valutare la corretta postura e l’appoggio è uno degli strumenti fondamentali da considerare nella prevenzione e nel trattamento delle patologie del corridore.

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