16 Gen Tendinopatia laterale del gomito
Tendinopatia Laterale del gomito
Il dolore localizzato nella zona esterna del gomito, durante attività ripetitive o attività di forza della mano del polso, può essere il sintomo di un problema muscolo scheletrico molto comune chiamato Tendinopatia laterale del gomito o anche detto ‘Gomito del Tennista).
Questa patologia colpisce il 40% delle persone durante la loro vita ed interessa soprattutto uomini e donne di età compresa tra 35-54 anni che svolgono attività (lavorative e non) che richiedono un notevole sforzo a carico dei muscoli dell’avambraccio, del polso e della mano. La causa può essere legata ad un singolo movimento o trauma (es.afferrare un oggetto pesante che cade), a piccole attività ripetute moltissime volte (es. assemblare piccoli oggetti o utilizzare cacciaviti o cesoie, giocare a tennis) o al mantenimento di posizioni scorrette per lunghi periodi (es. utilizzare il mouse o la tastiera senza seguire regole dell’ergonomia).
Le Professioni maggiormente colpite: carpentiere, idraulico, muratore, macellai, cuochi, falegnami e sarti.
Sport:Sport con racchetta, come tennis, badminton e squash e Sport da lancio, come il giavellotto o il disco.
Tale patologia viene anche chiamata ‘Gomito del tennista’ perché il 75-80%, degli episodi di dolore al gomito che un tennista può provare nella sua carriera, viene poi attribuito a questo problema.
Che cos’è la tendinopatia?
Il termine tendinopatia indica la presenza di un problema a carico del tendine di un muscolo, in particolare in questo caso si riferisce al tendine dell’estensore radiale breve del carpo (ERBC), muscolo che estende il polso. A seconda della fase patologica in cui ci troviamo possiamo identificare una tendinte o una tendinosi. La prima definizione identifica la fase infiammatoria della patologia, mentre la seconda indica un processo cronico degenerativo progressivo. Questa distinzione è importante perché determina fasi diverse della patologia che necessitano di differenti approcci di trattamento.
Quali sintomi la caratterizzano?
L’insorgenza della patologia è spesso insidiosa con un iniziale ‘fastidio’ nella zona laterale del gomito che tende a peggiorare gradualmente e accentuarsi con i movimenti del polso.
- Rigidità mattutina.
- Dolore e gonfiore localizzati sulla parte esterna del gomito;
- Dolore può anche irradiarsi lungo l’avambraccio verso il polso e nella parte posteriore della mano;
- La forza nella presa debole e dolorosa, che nelle fasi più dolorose porta all’impossibilità di stringere tra le mani piccoli oggetti;
- Peggioramento del dolore con i movimenti del polso, in particolare con l’estensione e i movimenti di sollevamento.
L’episodio di epicondilite se non trattata in tempi brevi dall’insorgenza può durare anche da tre mesi a un anno.
Quali sono le possibilità di trattamento di questa patologia?
Il riposo, il ghiaccio, l’anti-infiammatorio, l’evitare le posizioni mantenute o movimenti che creano dolore possono essere i primi interventi che tutti possono attuare per ridurre o controllare il dolore e un peggioramento della patologia.
L’infiltrazione di corticosteroidi sembra non essere la scelta migliore come primo intervento, infatti diversi studi mostrano un miglioramento a breve termine dopo l’infiltrazione, ma un peggior risultato finale dopo 6-12 mesi comparato con ‘wait and see’ (aspettare e vedere) o la fisioterapia.
La fisioterapia
L’intervento di elezione di questa patologia risulta essere la terapia manuale e l’esercizio terapeutico. Anche se ci sono molti falsi miti, la terapia manuale tramite particolari tecniche di mobilizzazione delle articolazioni del gomito (omero-radiale e radio-ulnare) e, se necessario tecniche di mobilizzazione della cervicale e del torace, che portano un miglioramento del dolore e della forza di presa della mano. L’esercizio terapeutico comprende una serie di esercizi del polso, della mano e dell’avambraccio, personalizzati a seconda della condizione del paziente , utili a ridurre il dolore e a ricondizionare la struttura tendinea allo sforzo e alle sollecitazioni quotidiane.
Terapie Fisiche
Le terapie fisiche come l’ultrasuono, la tecar, le onde d’urto non risultano terapie efficaci nel ridurre il dolore e la disabilità. Esiste una piccola evidenza di efficacia del laser solo se quest’ultimo ha una lunghezza d’onda di 940 nm, risultato non riscontrato con altri tipi di laser.
Conclusione
La tendinopatia laterale del gomito, se trascurata, può diventare una patologia invalidante portando dolore e disabilità importanti. Rivolgersi al fisioterapista il prima possibile risulta essere la scelta migliore, intervenire tempestivamente permette di evitare il peggioramento e la cronicizzazione della patologia.
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